San Raffaele Montecompatri Casa di Cura privata accreditata - Via di S. Silvestro, 67 00040 Montecompatri (RM) Tel: 06947811 info.mcompatri@sanraffaele.it
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domenica 4 marzo 2018

IL NOSTRO CARNEVALE



Una grande festa di Carnevale alla Residenza Psichiatrica al San Raffaele di Monte Compatri!

Grazie alla grande inventiva dell’equipe riabilitativa psichiatrica, che ha realizzato con materiali di riciclo i costumi e le maschere richieste dagli stessi ospiti, si è concretizzato un ulteriore momento di partecipazione.

La preparazione dell’ evento ha richiesto diversi giorni di lavoro, pianificato attraverso gruppi di discussione dove ogni ospite ha portato idee, desideri e capacità pratico manuali.

Questo è il tipo di lavoro che permette al paziente di ricevere grandi benefici tra i quali la stimolazione dei propri sensi, miglioramento delle capacità di socializzazione, l’interazione e l’attitudine al lavoro di gruppo.









Inoltre,aiuta a comprendere ed esprimere sentimenti ed emozioni attraverso forme e colori, in un percorso di modulazione e arricchimento del proprio essere in armonia con gli altri e con il mondo circostante.


“La creatività è intelligenza che si diverte.”
Albert Einstein

venerdì 17 marzo 2017

LABORATORIO TAGLIO E CUCITO: IL PANNOLENCI

 UNA STOFFA UTILIZZATA NEI NOSTRI LABORATORI DI TAGLIO E CUCITO E' IL PANNOLENCI ,SEMPRE MOLTO COLORATO E MULTIFUNZIONALE!





DIAMO SFOGO ALLA CREATIVITA' :










 PERSONAGGI PER LO SPETTACOLO DI NATALE


lunedì 16 giugno 2014

LEZIONI DI VOLO

Vista la giornata uggiosa,le riabilitatrici hanno proposto per i degenti una lettura di Luis Sepúlveda, che ci possa far pensare al mare: 
"Storia di una Gabbianella e del Gatto che le insegnò a volare".
Dopo la lettura, abbiamo chiesto di rappresentare attraverso i colori e le sensazioni che cosa ci ha trasmesso lo scrittore...


"Due animali così diversi e nella realtà tanto avversi sono riusciti ad aiutarsi e ad amarsi.
È molto facile accettare e amare chi sembra uguale a noi.
Ma è difficile far entrare nel cuore chi uguale non è."

sabato 19 aprile 2014

ELEGANTI COLLANE HANDMADE

 PER BELLEZZA O PER SCALDARE IL COLLO? A VOI LA DECISIONE!




ABBIAMO PRESO LANA E COTONI COLORATI, TANTA PAZIENZA, UN UNCINETTO  CIASCUNO E VIA A "CATENELLE"...
PER LA FELICITA' DELLE NOSTRE SIGNORE DEGENTI...
"sferruzzare in compagnia fa bene...
 Non solo rilassa, rende felici e fa socializzare, ma fortifica l'autostima, favorendo la riscoperta della manualità..."

mercoledì 18 settembre 2013

Laboratorio di scrittura creativa


Esattezza e perfezione. Gelosia e possessione. Cosa dicono a ognuno di noi queste parole?

Nella ricerca di oggi abbiamo tratto ispirazioni dalla pittura di Matisse e Picasso: "Le damoiselle d'Avignon" e "Nude bleu", in cui in modo molto diverso l'uno dall'altro, hanno espresso le loro immagini di corporeità e di nudo femminile.

Da questo percorso ricco di spunti di riflessione sono nati alcuni scritti:poesie, storie di vita, pensieri nuovi...

Eccone alcuni:


Cupola, dipinto, matematica, cervello.

Io quando andavo a scuola non ero bravo in matematica, che è una materea esatta e perfetta. Il mio cervello (anche se il cervello è l'esempio assoluto della perfezione) si rifiutava di addentrarsi in questa materia.

Io amo ammirare un dipinto di Picasso, quando sfiora la perfezione. Amo la cupola di San Pietro, che è il massimo della perfezione.

A proposito di Picasso, voglio dire che ho ammirato con meraviglia il suo dipinto, dove vengonno raffigurate delle donne nude in un bordello, e mi è venuto in mente che io non sono mai stato in vita mia nei bordelli, perchè... quando ho avuto l'età per poterci entrare...in Italia li hanno chiusi!!!

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Nei colori. Fantastici. Sensuali. Nudo. Essenziale. Sincronia.. Eleganza. Leggiadria. Curare.

Con eleganza, leggiadria e sincronia, donne nude e sensuali curano il loro corpo fantastico. I colori sono variopinti, i corpi affusolati, non hanno nulla addosso, nemmeno l'essenziale. Donne nude e perfette nel loro stile, nella loro disponibilità.


Luce dell'anima. Istante armonico di bellezza eterna. Amore infinito che prende in una notte sublime. Idee di luce che portano con un carro alato, la perfezione e l'amore nel cuore di un uomo.



Il quadro di Picasso... non saprei dire delle belle donne nude, ma so per certo che le vorrei davvero immortalare in una foto, interessante e divertente!


Armonia, eleganza, natura, precisione.

Donna. Nell'armonia l'eleganmza di corpi della natura. Nella natura l'esattezza della perfezione e della loro precisione.


Comunità. Amicizia. Sensualità.

L'esattezza e la perfezione con cui le damigelle di Picasso convivono nella loro comunità dà la sensazione di un'intima amicizia, e la loro sensualità le rende eteree.


Armonia. Fuggire.

Storie di rapporti non semplici. Potrebbero essere piene d'amore e d'armonia, ma spesso ci si può trovare coinvolti nella gelosia e nella possessività, le quali potrebbero portare a fuggire. La gelosia è un sentimentop naturale se si ama, ma lo si deve controllare per non finire nella possessività. Nessuno può essere padrone di un altro essere umano. Ognuno vive sentimenti che devono essere rispettati, così da lasciare spazio alla possibile armonia, all'amore vero, al rispetto, alla serenità.

mercoledì 15 maggio 2013

Appunti di Servizio Sociale: quando un paziente non può tornare a casa

Dal punto di vista del Servizio Sociale, l’inizio di un ricovero è la parte più semplice di una degenza, mentre la dimissione pare essere proprio la parte più articolata e difficoltosa. 
Gli ostacoli che emergono interessano l’ambito clinico propriamente detto e l’aspetto concreto, il luogo fisico dove ritornare. Le difficoltà vengono risolti progressivamente. Si inizia con la stabilizzazione della sintomatologia clinica. Raggiunto questo step si programma la dimissione e si comunica al degente. Questo è il momento in cui il paziente manifesta la paura di uscire, o meglio la paura di rientrare nella vita reale, “non protetta”come l’ambiente clinico. 
A volte, in questa fase, si può osservare una lieve riacutizzazione del quadro clinico.
La maggior parte dei ricoveri si conclude con la dimissione a casa e l’affidamento del paziente ai familiari. Dal punto di vista sociale, il rientro presso la propria abitazione, la propria famiglia è la dimissione ideale e quella più auspicabile.
Proprio in quest’ultima fase si possono presentare diversi fattori che ostacolano la dimissione.
Ad esempio, ci si imbatte in una delle dimissioni più difficili quando dopo alcuni giorni di degenza i familiari palesino la loro intenzione di non volere più a casa il loro parente. Una decisione di questo tipo è mossa in primo luogo dalla stanchezza e dall’esasperazione che i caregiver provano. È il sentimento della saturazione che provoca generalmente l’espulsione dal nucleo familiare.
Questo tipo di situazione si presenta poche volte. In genere accade quando il paziente, in primo luogo, ed il nucleo familiare non hanno alcun tipo di contatto con il Centro di Salute Mentale di riferimento. La presa in carico del caso clinico e la gestione di questo dà la possibilità alla famiglia di poter vivere periodi di distensione, ad esempio con ricoveri programmati, frequenza di Centri Diurni ed altre attività che portano il paziente ad uscire fisicamente dalla propria abitazione.

domenica 28 aprile 2013

Che cosa si intende per "Primo Episodio di Psicosi"?

Salvador Dalí, L'enigma senza fine (1938)
Il primo episodio di psicosi si riferisce alla prima volta in cui una persona mostra sintomi psicotici oppure soffre di un episodio psicotico. Chi soffre di un episodio psicotico per la prima volta non si rende conto di quello che gli sta accadendo. I sintomi potrebbero essere estremamente tormentosi e completamente sconosciuti e potrebbero lasciarlo in uno stato di confusione e di angoscia che potrebbe aumentare, a causa dei negativi miti e stereotipi sulle malattie mentali che sono ancora molto comuni nell'ambito della comunità.

 

L'episodio psicotico avviene in tre fasi, la durata delle quali differisce da una persona all'altra.


Fase 1: Prodromo I primi segni sono vaghi e poco visibili. Potrebbero esserci dei cambiamenti nel modo in cui la persona descrive le sue emozioni, pensieri e percezioni.

Fase 2: Acuta La persona accusa chiaramente sintomi psicotici, quali allucinazioni, illusioni o confusione delle funzioni mentali.

Fase 3: Ricupero La psicosi è curabile e la maggior parte delle persone si rimette. La fase di ricupero varia da una persona all'altra.

I pazienti che soffrono di un "primo episodio psicotico" guariscono, ed in molti casi questi episodi non si ripetono mai più.


(Tratto da www.eppic.org.au)

mercoledì 24 aprile 2013

Una nuova attività...Pupazzi di stoffa!


Ci sentivamo "troppo soli" e abbiamo deciso di creare dei cuccioli fatti con materiale riciclato...
Nulla di trascendentale, solo tanta fantasia... oltre allo stretto indispensabile! Cosa? Calzini colorati, ovatta, bottoni, ago e filo!!
Questo nuovo laboratorio si affianca ed integra quello di lana, cucito e uncinetto, consentendo ai degenti di sbizzarrirsi nella creazione di vari personaggi e animaletti di stoffa.
Ecco a voi in anteprima la nascita della nostra prima ''creatura''!



mercoledì 17 aprile 2013

Narcisismo: tra normalità e patologia

Antonino Cavallaro


J. W. Waterhouse, Eco e Narciso (particolare)
1903
 
Chiunque si accosti ad uno studio sistematico sul narcisismo non può che rimanere disorientato e confuso, poiché si trova a confrontarsi con uno dei concetti psicoanalitici più importanti ma anche complessi e multiformi.
Sembra non vi sia ad oggi un accordo generale sul significato e sull’uso del termine stesso.
Il termine narcisismo è stato impiegato per illustrare una lunga serie di fenomeni, tra i quali il funzionamento mentale psicotico e normale, una fase particolare dello sviluppo psicosessuale, un tipo di scelta oggettuale, nonchè per spiegare alcuni fenomeni sociali e culturali.
Dallo stesso termine discendono poi svariate espressioni che vengono utilizzate anche in contesti differenti tra loro: carica narcisistica, ferita narcisistica, scelta narcisistica, carattere fallico – narcisista etc.
Questa varietà di significati e contesti diversi dove il termine viene impiegato è dovuta alla complessità del fenomeno e alla difficoltà di concettualizzazione. Inoltre, come vedremo più avanti, la definizione del termine “narcisismo” appare confusa anche per due diverse approcci: da una parte vi è il narcisismo inteso come investimento del Sé; dall’altra vi sono tutta una serie di studi clinici volti alla definizione delle sindromi che caratterizzano i disturbi della personalità narcisistica. In quest’ultimo caso lo studio si è focalizzato su alcune fattori, come ad esempio l’immagine di sé, l’autostima e le variabilità di investimento affettivo su di sé e su gli altri.
Utilizzato per indicare l’amore per la propria immagine, il termine narcisismo, com’è noto, trae origine dal mito di Narciso, il quale innamoratosi della propria immagine riflessa nell’acqua, annega dopo averla ammirata troppo da vicino.
Nel 1898 Havelock Ellis e Paul Nacke utilizzano per la prima volta questo termine per indicare una perversione dove il proprio corpo è l’oggetto principale dei desideri sessuali.
In ambito psicoanalitico S. Freud distingue invece due tipi di narcisismo: primario e secondario. Nel narcisismo primario il bambino investe la propria energia psichica (libido narcisistica) esclusivamente sul proprio corpo, in un appagamento di tipo autoerotico. In questa fase dello sviluppo psichico vi è l’illusione narcisistica di essere onnipotente e perfetto. In seguito il bambino si confronta con la perdita di questo senso di onnipotenza e dirige una parte di questa energia psichica sull’oggetto (libido oggettuale). Il primo oggetto sessuale investito dalla libido è rappresentato dalla madre (o da chi si prende cura del bambino).
Questa fase dello sviluppo mentale è particolarmente importante per la formazione dell’Io. Un arresto, oppure un processo difettoso di questa tappa dello sviluppo, dispone l'individuo a malattie mentali gravi di tipo psicotico.
Nel narcisismo secondario si assiste invece ad un ripiegamento sull’Io della libido sottratta agli investimenti oggettuali. La libido viene cioè ritirata dall’aggetto e nuovamente investita sull’Io.

Il narcisismo tra normalità e patologia


Salvador Dalì, La metamorfosi di Narciso 1936-37

Una certa quota di narcisismo è normale e necessaria a qualunque individuo. Possiamo affermare che il narcisismo sano si colloca in una posizione intermedia lungo un continuum tra due estremi patologici: da una parte un narcisismo eccessivo, caratterizzato da un Sé grandioso, sentimenti di superiorità, arroganza e senso di onnipotenza, dall’altra parte troviamo invece un deficit narcisistico il quale comporta sentimenti di inferiorità, impotenza e scarsa stima di sé.
Un narcisismo sano si troverebbe al centro di questa linea immaginaria.
Agli estremi si collocano quindi due distinti disturbi del narcisismo dove entrambi sottendono comunque un Sé fragile. Nel primo caso, l’individuo con narcisismo caratterizzato da grandiosità appare costantemente impegnato nel bisogno di ammirazione. Egli manca di empatia, pretende approvazione ed è insensibile alle critiche. Pur avendo diverse relazioni sociali non riesce ad instaurare legami affettivi profondi e significativi. È poco sensibile ai bisogni degli altri ed è sostanzialmente incurante dei sentimenti delle persone che lo circondano, tuttavia pretende da questi ultimi favori, trattamenti speciali e ammirazione. Sovente appare arrogante ed invadente.
Vi è poi un’altra tipologia di disturbo narcisistico definito ipervigile (Gabbard, 2000) caratterizzato da un comportamento diametralmente opposto al primo. Il narcisista ipervigile è notevolmente attento agli altri e al giudizio, appare estremamente timido, sensibile alle critiche, si sente facilmente offeso e di frequente rimane ferito con estrema facilità.
Cooper (1999) riferendosi ai due tipi di narcisismo patologico suggerisce le espressioni di overt, per indicare il narcisismo con un Sé grandioso, e covert, per gli individui caratterizzati sentimenti di vulnerabilità e sensibilità.
Caratteristiche cliniche delle forme overt e covert della personalità narcisistica secondo Cooper (1999)
Tratto da La personalità e i suoi disturbi (V. Lingiardi) :

CONCETTO DI SE':
Tipo “overt” Grandiosità. Il soggetto è assorbito da fantasie di successo, ha un immotivato senso di unicità, sente che tutto gli è dovuto ed è solo apparentemente autosufficiente.
Tipo "covert" Inferiorità. Il soggetto ha dubbi continui su se stesso e il proprio valore, si vergogna facilmente; si sente fragile, ma sottilmente ricerca gloria e potere. È ipersensibile alle critiche e alle difficoltà causate dalla realtà.

RELAZIONI INTERPERSONALI:
Tipo “overt” Relazioni numerose, ma superficiali. Intenso bisogno di approvazione, disprezzo per gli altri, spesso mascherato da pseudoumiltà; mancanza di empatia, incapacità di partecipare in modo genuino ad attività di gruppo; nella vita familiare tende a dare più valore ai figli che al partner.
Tipo "covert" Incapacità di dipendere in modo genuino e di fidarsi degli altri; invidia cronica dei talenti, dei beni materiali e delle capacità di avere relazioni oggettuali profonde; mancanza di rispetto per il tempo altrui.
Tuttavia è bene precisare che non vi è una distinzione netta tra le due tipologie di narcisismo, poiché è raro trovare “tipi puri” che appartengono al gruppo overt o covert, sovente nella clinica si osservano entrambe le tipologie, in misura variabile, nel medesimo individuo.

Eziologia del disturbo narcisistico della personalità
 Diego Velàzquez, Venere allo specchio, 1644
La difficoltà legate alla regolazione dell’autostima sono alla base del disturbo narcisistico di personalità. Secondo Kohut il disturbo narcisistico sottende un problema relazionale con i genitori, un fallimento empatico di questi ultimi i quali non hanno saputo rispondere in modo adeguato alle richieste naturali del Sé del bambino. In questo senso nel narcisista vi sarebbe un blocco della personalità ad una fase infantile dove il Sé diventa grandioso e onnipotente. Secondo Kernberg invece alla base del disturbo vi sarebbe lo sviluppo di un Sé grandioso patologico anormale.
Ad ogni modo la maggior parte degli autori sono concordi nell’affermare che il disturbo narcisistico è strettamente legato ad una grave fragilità della stima di sé, alla quale il soggetto risponde in due diversi modi: o attraverso la ricerca di ammirazione e gloria, oppure attraverso la fuga dagli altri per timore del giudizio. In entrambi i casi lo scopo è quello di rinforzare la propria autostima, costantemente minacciata da un Sé vulnerabile.

La psicoterapia
La psicoterapia indicata per il disturbo narcisistico della personalità è quella psicoanalitica. Tuttavia l’analisi con questi tipi di pazienti è molto ardua e difficoltosa poiché tendono spesso a sabotare la terapia ed gli sforzi del terapeuta. Lo scopo del terapeuta, suggerisce Kohut, è quello di empatizzare con il paziente, al fine di far emergere e riattivare la fallita relazione con i genitori e comprendere quali siano gli aspetti maggiormente vulnerabili per il Sé. L’analisi dovrebbe considerarsi conclusa quando il paziente riesce a trovare nuove forme di relazione con gli oggetti – Sé e vivere le relazioni interpersonali in modo più genuino e maturo.

Bibliografia
Freud S. (1914), Introduzione al narcisismo, trad. it. in Opere, vol.VII, Boringhieri, Torino 1977.
Freud S. (1938), Compedio di psicoanalisi, trad. it. in Opere, vol. XI, boringhieri, torino 1979.
Gabbard G.O. (2000), Psichiatria psicodinamica, nuova edizione basata sul DSM, trad it. Raffaello Cortina, Milano 2002.
Galimberti U. (2006), Dizionario di psicologia, De Agostini, Novara.
Kernberg O. (1884), Disturbi gravi di personalità, trad. it. Boringhieri, Torino 1987.
Kouth H. (1971), Narcisismo e analisi del sè, trad. it. Boringhieri, Torino 1976.
Lingiardi V. (2004), La personalità e i suoi disturbi, Il Saggiatore, Milano.

mercoledì 27 marzo 2013

I Fiori di Monte Compatri



    

Dopo l'enorme successo del Blog di Villa dei Fiori, siamo lieti di continuare il nostro "viaggio" inaugurando il nuovo Blog
" I Fiori di Monte Compatri".
Si rammenta ai lettori che la Casa di Cura Villa dei Fiori, dopo l'emanazione del Decreto "commissario ad acta n. 108", è stata trasferita presso il presidio multidisciplinare San Raffaele di Monte Compatri.

Nato da un'idea del nostro Presidente Andrea Angelucci, nel 2006 creammo il Blog di Villa dei Fiori, uno spazio dove poter esprimere opinioni, condividere emozioni e storie di vita quotidiana.

Il Blog è stato anche il "diario di bordo" di tutte le attività  della nostra Casa di Cura, ma anche una finestra virtuale attraverso la quale desideriamo comunicare con te…
L’avventura oggi continua con i "Fiori di Monte Compatri"... e noi siamo pronti!