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giovedì 2 maggio 2013

Laboratorio di Giardinaggio: dalla teoria alla pratica...

prepariamo il materiale necessario alla lezione teorica di giardinaggio... dal seme nella serra alla pianta.

 


Intanto il nostro basilico cresce...

 

mercoledì 1 maggio 2013

I disturbi somatoformi

Honoré Daumier, Il malato immaginario
I disturbi somatoformi sono caratterizzati dalla presenza di sintomi fisici che fanno pensare ad una causa organica, tuttavia la loro origine è di tipo prevalentemente psicologico.
Comunemente i disturbi somatoformi vengono divisi in:

Disturbo di Somatizzazione, caratterizzato dalla presenza di più sintomi fisici: disturbi  gastro-intestinali, neurologici, sessuali. Quando la sintomatologia non appare marcata e il paziente lamenta comunque diversi sintomi fisici,  ma tali da non giustificare la diagnosi di Disturbo di Somatizzazione,  si parla allora di Disturbo Somatoforme Indifferenziato.

Disturbo di Conversione: caratterizzato da un ingiustificato deficit che riguarda le funzioni motorie e sensitive. anche in questo caso i sintomi non sono giustificati direttamente da  una causa organica ma traggono la loro origine da  determinanti  psicologiche.

Disturbo Algico: caratterizzato da un dolore persistente in uno o più parti del corpo. Fattori psicologici intervengono in varia misura nel determinare l’esordio, la gravità, o il  mantenimento della sintomatologia.

Ipocondria: eccessivo timore (o convinzione) di avere una malattia grave. Tale ideazione si basa su un grossolano errore di interpretazione dei sintomi o funzioni corporee.

Dismorfismo Corporeo: preoccupazione eccessiva e sproporzionata per un  presunto difetto fisico (spesso localizzato in viso). Nel caso in cui il difetto sia realmente presente, il soggetto manifesta una preoccupazione eccessiva, al punto da esserne completamente assorbito.

lunedì 29 aprile 2013

Schizofrenia


Il premio Nobel John Nash
ha sofferto di schizofrenia
 Il termine schizofrenia (dal greco: scissione della mente) denota un gruppo di disturbi mentali gravi di natura psicotica, clinicamente eterogenei, ma che hanno in comune il nucleo psicopatologico primario: la scissione dei processi associativi per cui le funzioni psichiche operano indipendentemente fino alla disgregazione completa della vita mentale; la scissione, la dissociazione, la “spaccatura” della vita psichica sono il nucleo essenziale del processo schizofrenico. Dal punto di vista clinico esistono diverse forme di schizofrenia, con espressività, sintomatologia, decorso e risposta al trattamento abbastanza diversificate: tipo paranoide, tipo disorganizzato, tipo catatonico, tipo indifferenziato, tipo residuo. 
Esiste un comune nucleo psicopatologico nelle varie forme di psicosi schizofreniche che possiamo descrivere partendo dal concetto bleuleriano di “scissione”: la scissione psichica si manifesta come disgregazione di identità, dissociazione tra i processi di pensiero, dissociazione tra pensiero ed affettività e dissociazione tra pensiero, affettività e volizione. La schizofrenia comporta: un’alterazione dell’identità dell’io, che è possibile individuare come confusione o perdita di coesione del Sé nel tempo e nello spazio, ed una confusione o perdita dei confini tra il mondo interno ed esterno; un disturbo dei processi di pensiero che si manifesta con difficoltà a costruire pensieri secondo la “logica aristotelica” ed ad aderire ai contenuti di pensiero di base condivisi dal proprio milieu culturale e sociale; un’incoerenza affettiva secondo i criteri del buon senso comune. I sintomi schizofrenici appaiono come le manifestazioni psichiche e comportamentali che direttamente esprimono i tentativi di compensare queste gravi e profonde alterazioni psichiche. 
 Da un punto di vista clinico-descrittivo i sintomi schizofrenici possono essere divisi sulla base delle loro caratteristiche in: sintomi positivi (deliri, allucinazioni); sintomi negativi (alogia, appiattimento affettivo, apatia, avolizione, anedonia, ritiro sociale); sintomi di tipo disorganizzato (disturbi formali del pensiero, comportamenti bizzarri, incongruità affettiva); sintomi catatonici, che appartengono sia al corredo sintomatologico negativo che a quello disorganizzato, sono manifestazioni in cui emerge un grave disturbo della volizione che appare dissociata dalle altre funzioni psichiche (manierismo, stupor catatonico,catalessia, catatonia, negativismo). 
                                                                              dott.ssa Angela De Marco

domenica 28 aprile 2013

Leccornie dal nostro Laboratorio di Cucina...

Che cosa si intende per "Primo Episodio di Psicosi"?

Salvador Dalí, L'enigma senza fine (1938)
Il primo episodio di psicosi si riferisce alla prima volta in cui una persona mostra sintomi psicotici oppure soffre di un episodio psicotico. Chi soffre di un episodio psicotico per la prima volta non si rende conto di quello che gli sta accadendo. I sintomi potrebbero essere estremamente tormentosi e completamente sconosciuti e potrebbero lasciarlo in uno stato di confusione e di angoscia che potrebbe aumentare, a causa dei negativi miti e stereotipi sulle malattie mentali che sono ancora molto comuni nell'ambito della comunità.

 

L'episodio psicotico avviene in tre fasi, la durata delle quali differisce da una persona all'altra.


Fase 1: Prodromo I primi segni sono vaghi e poco visibili. Potrebbero esserci dei cambiamenti nel modo in cui la persona descrive le sue emozioni, pensieri e percezioni.

Fase 2: Acuta La persona accusa chiaramente sintomi psicotici, quali allucinazioni, illusioni o confusione delle funzioni mentali.

Fase 3: Ricupero La psicosi è curabile e la maggior parte delle persone si rimette. La fase di ricupero varia da una persona all'altra.

I pazienti che soffrono di un "primo episodio psicotico" guariscono, ed in molti casi questi episodi non si ripetono mai più.


(Tratto da www.eppic.org.au)

venerdì 26 aprile 2013

Che cos’è la psicosi?




Hieronymus Bosch, Nave dei folli (1494)
Il termine psicosi viene usato per descrivere i disturbi che influiscono sulle funzioni mentali, con conseguente perdita del rapporto con la realtà. Se una persona ha un disturbo simile si dice che abbia sofferto di un episodio psicotico. La psicosi è molto comune e si riscontra prevalentemente nei giovani. Gli episodi psicotici colpiscono 3 giovani su 100 per cui è una malattia molto più comune del diabete. La maggior parte dei giovani si rimette completamente. La psicosi può colpire chiunque ed è curabile come qualsiasi altra malattia. 



Quali sono i sintomi?

La psicosi può portare a cambiamenti dell’umore e delle funzioni mentali ed all’insorgere di idee anormali, per cui è molto difficile capire lo stato d’animo in cui si trova il paziente.  Per poter capire la psicosi è utile raggruppare insieme i sintomi più caratteristici.

Confusione delle funzioni mentali
Le funzioni mentali relative alla vita di tutti i giorni diventano confuse o non seguono una successione logica. La persona si esprime con frasi poco chiare o che non hanno alcun senso ed ha difficoltà a concentrarsi, a seguire una conversazione o a ricordarsi le cose. Le sue funzioni mentali par che siano molto rapide o molto lente.

Convinzioni false

La persona che soffre di un episodio psicotico è comune che abbia convinzioni false, tali convinzioni prendono il nome di deliri. Essa è convinta che i suoi deliri siano veri al punto che anche il discorso più logico non riesce a farle cambiare idea. Per esempio potrebbe essere convinta che le automobili parcheggiate normalmente per strada siano automobili della polizia che la tengono sotto sorveglianza.


 Allucinazioni

La persona che si trova in uno stato di psicosi vede, sente, odora o prova cose che in realtà effettivamente non esistono. Per esempio potrebbe udire voci che nessun altro riesce ad udire o potrebbe vedere cose inesistenti. Le cose potrebbero avere un sapore o un odore come se fossero avariate o addirittura avvelenate.

Cambiamenti emotivi

Salvador Dalì, La persistenza della memoria (1931)
Lo stato emotivo della persona che soffre di psicosi potrebbe cambiare senza un motivo apparente. Per esempio potrebbe sentirsi strana ed esclusa dalla realtà e potrebbe percepire il mondo che la circonda in maniera lontana ed astratta. Gli sbalzi di umore sono comuni per cui potrebbe sentirsi insolitamente eccitata o depressa oppure potrebbe chiudersi in sé stessa o comportarsi freddamente nei confronti degli altri.


Cambiamenti comportamentali

L’individuo che soffre di psicosi si comporta in modo diverso dal solito. Può essere estremamente attivo o letargico oppure può rimanere tutto il giorno senza far niente. Talvolta ride quando non è il caso o va in collera oppure è sconvolto senza una causa apparente. Spesso i cambiamenti comportamentali sono correlati ai sintomi sopra descritti. Per esempio una persona che crede di essere in pericolo potrebbe chiamare la polizia mentre un’altra che crede di essere Gesù Cristo potrebbe mettersi a predicare tutto il giorno all’angolo di una strada. C’è chi smette di mangiare perchè si preoccupa che il cibo sia avvelenato o non riesce a dormire perchè ha paura di qualcosa.


(Tratto da www.eppic.org.au)

mercoledì 24 aprile 2013

Una nuova attività...Pupazzi di stoffa!


Ci sentivamo "troppo soli" e abbiamo deciso di creare dei cuccioli fatti con materiale riciclato...
Nulla di trascendentale, solo tanta fantasia... oltre allo stretto indispensabile! Cosa? Calzini colorati, ovatta, bottoni, ago e filo!!
Questo nuovo laboratorio si affianca ed integra quello di lana, cucito e uncinetto, consentendo ai degenti di sbizzarrirsi nella creazione di vari personaggi e animaletti di stoffa.
Ecco a voi in anteprima la nascita della nostra prima ''creatura''!



martedì 23 aprile 2013

Il corpo parla di me...

Il corpo parla di me: una mostra fotografica a cui i pazienti sono stati invitati a partecipare fotografando le parti del proprio corpo ritenute più significative per loro. Il corpo è il protagonista, a volte odiato, a volte amato. Il corpo amato, il corpo che racconta storie e raccoglie tracce di storie.

lunedì 22 aprile 2013

Alcune creazioni degli ospiti del San Raffaele Monte Compatri

Gruppi Lettura


Gruppi di discussione e lettura sul web o sulla carta stampata delle principali notizie del giorno.


Sono momenti molto importanti per i nostri ospiti, affinché in loro aumenti e venga incentivato l'interesse intorno a quanto accade nel ''mondo esterno'' attraverso lo scambio di opinioni e la discussione di gruppo. Ciò aiuta inoltre a favorire la capacità di condivisione reciproca e la socializzazione tra i degenti del reparto.


...e Corso di disegno tenuto da un paziente: oggi le prime basi della prospettiva...












Stiamo rivoluzionando il nostro Laboratorio di teoria di cucina... ci ha appassionato l'idea di andare a scoprire i menù... di ogni parte del mondo!!! Iniziamo oggi con l'allestimento della mappa e la pianificazione del nostro ''viaggio''  Venite con noi???''


Prepareremo un mappamondo cartaceo con le mete da raggiungere e in ogni appuntamento scopriremo le tradizioni culinarie di un paese diverso. Sarà un modo per consentire ai nostri ospiti di appropriarsi di uno sguardo molteplice e di aprirsi alle diversità culturali attraverso il piacere della scoperta, del gusto e del sapore.