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| Il premio Nobel John Nash ha sofferto di schizofrenia |
Esiste un comune nucleo psicopatologico nelle varie forme di psicosi schizofreniche che possiamo descrivere partendo dal concetto bleuleriano di “scissione”: la scissione psichica si manifesta come disgregazione di identità, dissociazione tra i processi di pensiero, dissociazione tra pensiero ed affettività e dissociazione tra pensiero, affettività e volizione. La schizofrenia comporta: un’alterazione dell’identità dell’io, che è possibile individuare come confusione o perdita di coesione del Sé nel tempo e nello spazio, ed una confusione o perdita dei confini tra il mondo interno ed esterno; un disturbo dei processi di pensiero che si manifesta con difficoltà a costruire pensieri secondo la “logica aristotelica” ed ad aderire ai contenuti di pensiero di base condivisi dal proprio milieu culturale e sociale; un’incoerenza affettiva secondo i criteri del buon senso comune. I sintomi schizofrenici appaiono come le manifestazioni psichiche e comportamentali che direttamente esprimono i tentativi di compensare queste gravi e profonde alterazioni psichiche.
Da un punto di vista clinico-descrittivo i sintomi schizofrenici possono essere divisi sulla base delle loro caratteristiche in: sintomi positivi (deliri, allucinazioni); sintomi negativi (alogia, appiattimento affettivo, apatia, avolizione, anedonia, ritiro sociale); sintomi di tipo disorganizzato (disturbi formali del pensiero, comportamenti bizzarri, incongruità affettiva); sintomi catatonici, che appartengono sia al corredo sintomatologico negativo che a quello disorganizzato, sono manifestazioni in cui emerge un grave disturbo della volizione che appare dissociata dalle altre funzioni psichiche (manierismo, stupor catatonico,catalessia, catatonia, negativismo).
dott.ssa Angela De Marco
